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Cos'è lo yoga?

Argomento ampio e multiforme quanto può esserlo la catena montuosa delle Alpi Marittime.


Come suggeriva il maestro Krishna, iniziamo elencando ciò che NON è lo yoga.


Non è una religione.
Non è una gara.
Non è contorsionismo.
Non è ascetismo.


Quindi: non servono abiti speciali, non serve toccarsi le dita dei piedi (anche se la cosa dà effettivamente una certa soddisfazione), non serve essere magre, non serve essere buoni oltre ogni tentazione, non serve chiudersi in un monastero sulle cime delle Alpi Marittime per acquisire superpoteri come gli Avengers (anche io ci speravo ma niente da fare).


Ma allora cos’è la pratica yoga?
Ecco.


È  una pratica.
Nel senso che deve essere praticata affinché porti i suoi frutti. È infatti nata e si è sviluppata per dare dei frutti, per essere utile a chi la pratica. Lo yoga non è a se’ stante. Anche se uno dei precetti fondamentali è quello di distaccarsi dai frutti delle proprie azioni. E allora? Pratico per avere dei risultati ma non devo essere attratta da quei risultati? Esatto. E i risultati arriveranno ancora prima.


È una disciplina.
Ovvero un insieme organico di indicazioni da seguire. Cioè dovrei seguire delle norme pedissequamente, senza pormi delle domande? Giammai! Direbbe qualcuno: “ Non credere a niente di ciò che senti, neanche se sono io a dirlo, a meno che sia stato vagliato dalla tua propria intelligenza”. D’altro canto, da qualche parte bisogna pure iniziare: vale forse la pena provare a seguire delle regole di condotta che sono in circolazione da migliaia d’anni e valutare il loro eventuale attuale funzionamento.


Coinvolge il corpo, la mente e il respiro.
Ci si prende cura del proprio strumento fisico e di quello mentale, imparando a conoscerli, rispettarli, metterli alla prova, collegarli e farsi guidare.


Lo yoga serve a realizzare la propria natura.

Quella profonda, speciale, in ognuno di noi.


Lo yoga è una strada di realizzazione e la realizzazione stessa.


Lo yoga è anche equilibrio, sospensione, ricerca, unione, connessione, raggiungimento, resa, espansione, abbandono, crescita, semplicità, cambiamento, osservazione.

Ecco perché vale la pratica più di tante parole:
Perché ognunə dentro di sé

sente un’ispirazione che sa distinguere cos’è, cosa non è

e se la cosa fa, o meno,

per te.

 

 

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Foto di Krivec Ales da Pexels

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